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GLI AGRUMI DEL GARDA TRA PASSATO E PRESENTE


Sempre più rari, sempre più preziosi: i giardini di limoni, simbolo della costa bresciana del Benaco, sono oggi un patrimonio da tutelare. Per conoscerlo e capire come ripristinarlo il Comune di Salò e il GAL Garda Valsabbia hanno promosso il 4 aprile l’incontro “Gli agrumi del Garda Bresciano”.

Le limonaie del Garda rappresentarono una soluzione unica di orticultura: la Riviera, a quasi 46° di latitudine, è stata per secoli la località con coltivazione intensiva più settentrionale nel mondo, oggetto di interesse e studi. Un “miracolo” reso possibile dall’abilità dei costruttori nello scegliere il posto giusto: la distanza dal lago, la barriera di alti cipressi usati come riparo dai venti freddi, l’abbondanza di corsi d’acqua, le pareti rocciose alle spalle, adatte come protezione e serbatoio di calore. Tutto questo è stato sapientemente raccontato dalla prof.ssa Leila Losi, fra i massimi esperti del tema e autrice del libro “I giardini di limoni del Lago di Garda dal passato al presente”. In una ricognizione storica che ha fatto riflettere gli oltre 50 partecipanti, si è soffermata in particolare su come la coltura del limone e quella più antica del cedro siano attecchite sul Garda, grazie al duro lavoro di uomini e donne che coltivano gli agrumi anche in posti normalmente considerati non accessibili. Molto interessante anche la carrellata fotografica, tra immagini storiche e attuali, per scoprire il prima e il dopo delle limonaie: alcune rimangono intatte ma cambiano funzione, altre sono in abbandono, la maggior parte non esistono più, ma in alcuni casi sono ancora rintracciabili i resti, come fontane e canaline e muretti di contenimento per la terra.

L’agronomo Tiziano Giacominiha toccato invece aspetti più tecnici attingendo alle sue ricerche per ridar vita alle specie autoctone di agrumi del Garda. Dalla tipologia di concime, terra, innesto fino alle più frequenti malattie, illustrando le diverse tipologie di agrumi presenti sul Garda e le specie autoctone che si cerca di salvare, come il mandarino nostranino, o di riportare in auge come il cedro di Salò, coltura ormai sparita.

L’incontro salodiano è stato il secondo appuntamento del ciclo “Paesaggi rurali, paesaggi produttivi” promosso nell’ambito del progetto di cooperazione Landsare.

Il prossimo appuntamento è fissato per il 22 aprile alle 21, sempre a Salò (Sala dei Provveditori) per affrontare il tema dell'orto da balcone/terrazzo.



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